L’educazione fisica (motoria) nella scuola primaria cinese

L'educazione cinese nella scuola primaria cinese
L'educazione cinese nella scuola primaria cinese

Doveroso scrivere un articolo sulle differenze riscontrate nell’approccio verso l’educazione motoria nella scuola cinese rispetto a quella italiana.

Ho aspettato diversi mesi prima di scrivere questo articolo in modo da avere una visione più completa e precisa.

Il Contesto

Prima di parlare di come funziona il sistema sportivo scolastico cinese è bene fare una piccola premessa mostrando il contesto entro il quale l’attività motoria viene svolta e quindi condizionata. Le classi sono di cinquanta alunni, gestiti da un solo maestro. Questo fattore limita notevolmente la possibilità di esercizi e giochi attuabili. La scuola stessa ha circa quaranta classi e questo fa si che spesso ci siano quattro o cinque classi che fanno ginnastica contemporaneamente. Un totale di centocinquanta/duecento bambini a spartirsi gli spazi adibiti all’attività motoria e il materiale a disposizione. La qualità del lavoro è quindi notevolmente limitata da queste due condizioni ma la QUANTITA’ rimane a livelli clamorosi.

Le scuole e i maestri di ginnastica

Il sistema scolastico cinese e le scuole stesse investono incredibili risorse per l’attività fisica (quantomeno nella provincia del Guangdong, dove vivo). Ogni complesso educativo comprende infatti almeno un campo da calcio in erba di dimensioni regolamentari, pista di atletica, uno o due campi di pallacanestro e badmington. Ogni scuola poi è “specializzata” in uno sport ed in base a quello imposta le sue energie e risorse. Per esempio la scuola dove lavora il mio amico olandese è focalizzata sul badmington e la palestra centrale è interamente occupata da reti per giocare mentre sulle pareti sono raffigurati i più grandi giocatori della storia cinese. La mia scuola invece è specializzata in calcio e ping pong. Abbiamo una sala con quattro tavoli da gioco e due macchine “sparapalline” e un campo da calcio in erba curato da quattro giardinieri professionisti. Essere l’allenatore di basket in una scuola concentrata sul calcio non è sempre facile ma posso lavorare con meno pressione e meno aspettative. Certo per poter iscrivere la mia squadra al torneo del quartiere ho dovuto lottare parecchio, mentre le squadre di calcio fanno un torneo al mese.

Il materiale a disposizione è Clamoroso!!! Centinaia di palloni da calcio, basket e volley. Materassi, ostacoli e blocchi per l’atletica. Cerchi, coni, birilli, pesetti, funicelle…ed essendo una scuola “per il calcio”… Sagome per le punizioni, porte da calcio a undici, a sette, a cinque, porticine…bersagli per le punizioni…Il tutto in una scuola Pubblica. Il paragone con l’Italia è impietoso, quando penso al mio campetto della scuola media in cemento con canestri senza anello e “i resti” degli ostacoli dell’atletica in legno marcito. E’ evidente che le possibilità economiche qui siano spropositate però andrebbe comunque fatta una riflessione su quello che sta succedendo in Italia, giusto per capire perché non riusciamo più a “produrre” sportivi di talento.

Il corpo insegnanti di ginnastica invece conta circa una dozzina di maestri. Ognuno segue generalmente cinque classi per un totale di quindici ore lavorative a settimana. Io essendo l’unico straniero lavoro con dodici classi diverse, in modo che più bambini possibile possano fare lezione in inglese. L’età dei miei colleghi va dai ventidue anni di Zhen ai cinquantacinque di Lao Da. Siamo tutti uomini tranne Miss Guan, unica maestra femmina. L’insegnante di ginnastica in Cina viene visto un po’ come un lazzarone dai colleghi delle altre materie. Quelli di cinese e matematica infatti hanno avuto un percorso universitario tanto faticoso quanto brillante mentre quelli di educazione fisica sono o buoni sportivi o docenti non abbastanza bravi per accedere ad università più prestigiose. Siamo ufficialmente insegnanti di “serie B” ma questo non pesa a nessuno in quanto lo stipendio è lo stesso e il nostro lavoro è più divertente e meno impegnativo, non avendo compiti da correggere. Il monte ore è per noi sensibilmente più alto, dovendo gestire l’attività sportiva pomeridiana e mattutina. In più abbiamo altre mansioni “a latere” come: coordinare le marce, insegnare le nuove danze e gestire l’alzabandiera al lunedì mattina. Nella mia scuola abbiamo la fortuna che il rappresentante del partito comunista all’interno della struttura, sia un insegnante di educazione fisica: Mr. Zhong. Un altro fattore interessante è che il 90% degli insegnanti di tutte le materie siano donne, tranne per educazione fisica, dove siamo appunto quasi solo uomini e quindi siamo un po’ le mascotte della scuola.

Il carico quotidiano di attività fisica

Come detto prima, sebbene la qualità del lavoro sia notevolmente limitata dal numero di studenti, la quantità si attesta a livelli eccezionali. Durante la giornata infatti sono previsti quattro segmenti di attività motoria:

  • 8.05 alle 8.35: mezz’ora di attività fisica mattutina svolta in cortile. Tutte le classi marciano dalla propria aula fino alla pista di atletica, dove, raggiunta la postazione assegnata formano quattro file, due maschili e due femminili. L’attività consiste in una marcia sul posto al lunedì; esercizi di Kung Fu il mercoledì e venerdì, mentre martedì e giovedì si “balla” una specie di danza che è un misto tra esercizi di mobilità articolare e balli tradizionali cinesi.
  • 40 minuti di educazione fisica durante le ore scolastiche. Quasi ogni giorno ogni classe ha una lazione di educazione motoria. La durata di ogni lezione è quaranta minuti. Mentre in Italia il carico di ore di ginnastica è due, in Cina è cinque.
  • 15.10-15.25 esercizi di rilassamento e automassaggio, inseriti nella pausa tra le ultime due lezioni del pomeriggio. Gli alunni, seduti al proprio posto in classe, seguendo il ritmo del megafono che scandisce gli esercizi svolgono autonomamente questa attività, che comprende: esercizi per la mobilità degli occhi e del collo, automassaggio di palpebre, orecchie, tempie e spalle.
  • 16.30-17.30 Un’ora di attività sportiva post-scolastica. Ogni giorno, terminate le lezioni alle 16.05, la scuola stessa organizza attività sportive all’interno del complesso scolastico, tenute generalmente dagli insegnati di educazione motoria. Io per esempio sono l’allenatore della squadra di basket, poi ci sono diverse squadre di calcio, il gruppo di atletica, quello di pingpong e quello di danza. Quasi tutti gli studenti partecipano a queste attività e chi proprio non vuole farle può scegliere tra: chitarra, disegno, lettura in biblioteca e un inquietante corso su come guidare droni.

Questo è il carico di attività motoria “obbligatoria” che ogni studente deve sostenere ogni giorno. Circa due ore e mezza!!! Più o meno dodici ore alla settimana…

A questo si può aggiungere lo sport fatto fuori da scuola. Nella mia zona non ci sono società di basket o calcio come le intendiamo noi in Italia. Non esistono perché l’attività agonistica è svolta dalla scuola stessa… Però… I giardinetti limitrofi ai complessi scolastici da dopo le 17.30 fino all’arrivo del buio “pullulano” di ragazzini, ancora vestiti con la divisa scolastica, intenti a tirare a canestro o passarsi il volano con la racchetta da badmington. A tre minuti a piedi dalla mia scuola, senza che i bambini debbano attraversare la strada, c’è uno di questi parchetti. Tre campi da basket regolamentari con tabelloni in plexiglass, una ventina di attrezzi per la ginnasica, sbarre, parallele, macchine per esercizi di mobilità articolare… Scivoli e altalene per i più piccoli. Il tutto costantemente vissuto da un centinaio di bambini.

L’approccio nel lavoro

Viene spontaneo chiedersi come mai, con un monte ore così elevato di attività sportiva e con una popolazione così numerosa(circa il venti per cento della popolazione mondiale), la Cina non produca nazionali ed atleti competitivi in qualsiasi disciplina.

Focalizzandoci solo sull’attività motoria proposta nelle ore scolastiche (parlo di scuola elementare), e’ abbastanza evidente che i contenuti delle lezioni non siano sufficientemente validi. Per questioni numeriche e gestionali l’intera lezione spesso si limita a:

  • esercizi di mobilità articolare
  • corsa sull’anello di atletica
  • salti con la funicella
  • classici “addominali”-sit-up

Argomenti evidentemente inutili e talvolta pericolosi da trattare e sviluppare in così tenera età. Quantomeno secondo i canoni europei. Raramente vengono proposti giochi o esercitazioni collegate a discipline sportiva che non sia l’atletica. A volte viene trattato un fondamentale sportivo, in maniera totalmente asettica. Per esempio quando la sesta elementare lavora sul passaggio nel basket, i ragazzi vengono messi a coppie, uno di fronte all’altro con il compito di passarsi la palla per quaranta minuti. Quasi mai vengono proposte attività ludiche e agonistiche.

Diverso invece è il lavoro sportivo extrascolastico. Le squadre ed i gruppi sono meno numerosi e quindi è possibile un lavoro sui fondamentali più dettagliato. Manca spesso anche qui la componente ludica ed agonistica e si tende ad una estenuante precocizzazione di qualsiasi cosa.

Conclusioni

E’ evidente che l’attività motoria nella scuola primaria cinese venga proposta in maniera più consistente rispetto all’Italia o altre nazione europee. Credo però che la qualità delle lezioni rimanga ancora lontana dagli standard di sufficienza, focalizzandosi su attività talvolta inutili per lo sviluppo motorio dei bambini. Il tutto dipendente da un contesto entro cui lavorare non è facile. Il giorno che miglioreranno la qualità del lavoro, settando nuovi programmi scolastici ministeriali…bè ecco… Il medagliere olimpico rischierà di essere quasi solo cinese…

 

Articolo tratto dal sito: https://pianiperlacina.wordpress.com

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