Piante grasse: cosa sono e come vanno coltivate

Come coltivare piante grasse
Come coltivare piante grasse

Le piante ‘grasse‘ sono una categoria di piante che, in botanica, vengono definite ‘succulente‘, per via delle loro caratteristiche peculiari. A differenza di quanto possa sembrare, richiedono cura ed attenzione e prosperano solo in presenza di determinate condizioni; di seguito vediamo dove e come coltivare una succulenta nella maniera migliore possibile.

Le caratteristiche principali delle piante grasse

Le piante succulente si contraddistinguono per la capacità di sopravvivere in condizioni particolarmente severe, sviluppandosi in terreni più o meno aridi. Ciò è possibile perché sono in grado di assorbire grandi quantità di acqua, tramite un tessuto spugnoso (il parenchima acquifero).

Per trattenere l’acqua immagazzinata, le piante succulente hanno sviluppato alcuni ‘stratagemmi’, come ad esempio l’ispessimento della superficie epidermica oppure la graduale trasformazione delle foglie in spine così da limitare il fenomeno della traspirazione.

Ambiente ideale e metodi di coltivazione

In natura, le piante grasse, come si legge anche sul sito Faidateingiardino, esistono in diverse varietà e si trovano nei territori più disparati. L’ambiente in cui si sviluppano con maggiore frequente è quello delle zone predesertiche, dove lunghi periodi di siccità si alternano a brevi (ma intense) stagioni di pioggia, che consentono alle piante succulente di immagazzinare l’acqua necessaria alla propria sopravvivenza.

Per quanto concerne, invece, la coltivazione, le piante succulente generalmente non vanno tenute in appartamento. In un ambiente chiuso, infatti, non potrebbero godere dell’illuminazione e della ventilazione necessaria al proprio sviluppo e ad una crescita ottimale. Per questo, è meglio optare per la messa a terra e coltivare questa specie all’aperto. Di contro, se ci si trova in una zona dal clima non troppo caldo, e con le giuste precauzioni, è anche possibile tenere una succulenta come pianta da interno.

Poiché in natura prediligono terreni aridi e superfici sassose, le succulente vanno piantate in terreni porosi, in grado di far filtrare l’acqua senza trattenerla, in modo tale da evitare la formazione del marciume radicale. Anche per questo, la fase di annaffiatura rappresenta una delle più importanti per la corretta manutenzione delle piante grasse: il consiglio è quello di evitare di somministrare quantità eccessive di acqua che potrebbero avere conseguenze deleterie sulla pianta, fino a determinarne la morte. Il consiglio è ancor più valido per le succulente piantate direttamente a terra, in quanto esse hanno la capacità di assorbire l’acqua necessaria tramite l’umidità del terreno.

Il ciclo di fioritura e i tempi di travaso

La fioritura può presentare tempi particolarmente lunghi (anche diversi anni); nel caso di esemplari con un ciclo di fioritura annuale, il periodo in cui si sviluppano le inflorescenze va da maggio a novembre, ovvero i mesi più caldi dell’anno.

Il rinvaso si rende necessario quando la sede in cui si trova la pianta si rivela essere troppo angusta. La maggior parte delle piante succulente viene venduta in piccoli vasetti di plastica che vanno sostituiti il prima possibile, in quanto destinati ad ospitare la pianta solo durante le fasi di vendita e trasporto. Il primo rinvaso, quindi, è quello da effettuare il prima possibile subito dopo aver acquistato la pianta: quelli successivi andranno fatti quando le radici avranno raggiunto una lunghezza tale da superare i bordi del vaso stesso; prima di trasferire la pianta in un contenitore di dimensioni maggiori è consigliabile recidere la parte terminale.

I vari tipi di piante succulente

Esistono circa 20 tipi di famiglie di piante grasse, diffuse in varie parti del mondo e acclimatate agli habitat più disparati. Ad ogni modo, in base alle loro caratteristiche, le piante succulente possono essere suddivise come segue:

– a fusti succulenti;

succulenti fogliari;

succulenti caduciformi.

Tale ripartizione si basa sulla collocazione del tessuto spugnoso deputato all’assorbimento delle riserve di acqua che si trova, rispettivamente, nel fusto, nelle foglie o in un rigonfiamento basale.

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